tradimenti
Una scoperta tardiva
07.06.2026 |
209 |
1
"Se no all’inizio (ma anche dopo qualche volta) qualche morso e qualche livido sul sedere l’avrebbe notato..."
Certe cose se le poteva permettere perché non avevano avuto figli. Aveva tempo. Un unico vincolo: essere a casa per preparare la cena. Quando li voleva lui, i figli, lei non era pronta e quando, dopo molti anni, lei li avrebbe desiderati lui si era rifiutato perché, secondo lui, troppo vecchio ormai.
Stupidaggini. Le sue, pensava lei. Troppo vecchio perché stava per avere quarant’anni, quando c’è gente che rimane incinta quasi a sessanta. E poi lui che c’entrava, pensava sempre lei: lui era il padre, mica doveva farlo lui.
Fatto sta che era andata così e adesso se poteva permettersi certe cose in fondo era anche perché non aveva avuto figli.
Certo quella dei figli era stata una bella svolta nel matrimonio. Una crisi di quelle che mollale. Si erano tenuti il broncio per mesi e mesi e ancora adesso, se ci pensava, si incazzava ancora. Ferita. Profondamente ferita. Una donna senza figli. In fondo era stata anche colpa sua, ma quando aveva vent’anni le era sembrato tutto troppo presto.
E poi a quell’epoca stavano talmente bene insieme. Viaggi, cene, amici, vacanze, che lei, quando lui gli aveva chiesto d’istinto ci aveva fatto su una bella risata, per poi abbracciarlo e consolarlo.
Consolarlo non era difficile. Qualche pranzetto ben cucinato e soprattutto tanta figa. In fondo (e neanche tanto in fondo) piaceva anche lei e poi erano giovani e scopare tutti giorni, tutti i santi giorni, non solo non le scocciava, ma anzi. Anzi, anzi.
Comunque quella volta lì in fondo non si era rotto niente.
Avevano continuato con viaggi, cene, vacanze e amici e, tra loro, tanto sesso, proprio tanto.
Poi quando glielo aveva chiesto lei, beh, lì era stato diverso.
Durante quei mesi di litigi e allontanamento lei aveva incontrato dopo anni il suo primo fidanzato (fidanzato?!? Avranno avuto sedici anni!) e la scintilla si era riaccesa.
Erano stati di passione intensa. Aveva smesso con il marito e aveva iniziato con Giuse. Fuggiva da lui appena poteva. Tanto con il marito non si parlavano quasi più. Per la verità era stata sempre attenta a rispettare gli orari di casa e quindi mai notti fuori, se non giustificate, diciamo così, dal lavoro, e di giorno sempre rientrata a casa per tempo per riscaldare qualcosa appena scongelato.
Per un lungo periodo, tra le lenzuola dei motel dove finivano a scopare, lei aveva sognato che Giuse mollasse la moglie e loro due ripartissero per una nuova vita. Ma forse la passione, che all’inizio si era nutrita del risentimento verso il marito, poi era virata verso un affetto fortemente intriso di sesso. Giuse aveva arti che suo marito non aveva. La sapeva stupire e prendere come non ricordava di essere mai stata tanto stupita e presa. Quando lui affondava in lei, le mancava il respiro, come se Giuse fosse così dotato da raggiungere zone che suo marito non riusciva a cogliere.
Eppure, a guardarlo lei non l’avrebbe detto. Era normale, almeno così le sembrava e quando gli faceva quello che da ragazza le piaceva tanto fare cercava sempre, nei primi momenti e le prime volte, per alcuni nanosecondi, di raffrontare, ma ogni volta, travolta anche dalla passione, terminava dicendo che era normale, decisamente e fortunatamente normale. Solo che Giuse era più bravo.
Fare un figlio con lui? Ci aveva pensato, ma non era donna da fare sorprese e quando gliene aveva accennato Giuse si era irrigidito come un baccalà e quindi il sogno di una nuova vita era tramontato. Lei era tornata a parlarsi con suo marito e a fare quello che le coppie sposate di norma fanno, anche se, si diceva, beh Giuse era irrinunciabile e quindi aveva ridotto con lui la frequenza con cui lo vedeva, ma almeno una volta al mese una bella e sana scopata se la concedeva.
Ora era comparso Filippo, un trentenne che aveva conosciuto durante un gruppo di lettura. Come avesse fatto quella specie di ragazzino ad intuire che lei era disponibile ogni tanto lei se lo chiedeva, ma in fondo cosa importava.
Con Filippo era ripartita la passione e i pomeriggi erano tornati infuocati.
Filippo sì che era decisamente oversize, ma soprattutto, nonostante la giovane età o forse proprio per quello, non solo era insaziabile e veniva come una fontana più e più volte (cosa che lei apprezzava particolarmente), ma era anche sottilmente perverso e le faceva fare cose che non avrebbe mai sognato di fare.
Intanto, quasi all’inizio, aveva preteso che lei chiamasse il marito e si inventasse una scusa per rimanere fuori tutta la notte, cosa che a pomeriggio inoltrato non fu facilissima, ma poi, oltre a pretendere di prenderla dove a nessuno era mai stato permesso (e li era stato particolarmente bravo nella lentezza e nella calma) (cazzo, pensò dopo, ma quanto è bello lì?), la legava, la bendava, le faceva leccare cose e parti del suo corpo che davvero lei non aveva mai pensato di poter fare.
Era la sua schiava. Era diventata la sua schiava e l’unica cosa che era riuscita a difendere, dopo quella notte all’inizio, era stata il rispetto dei suoi orari. Mai più notti insieme se non ben programmate e mai più segni sul corpo difficilmente spiegabili.
Meno male che suo marito la guardava poco e di sfuggita e quando ancora scopavano, lo facevano di notte al buio.
Se no all’inizio (ma anche dopo qualche volta) qualche morso e qualche livido sul sedere l’avrebbe notato.
Tutto terminò (terminò?) quando Filippo un pomeriggio si fece trovare dove avevano appuntamento insieme ad una sua amica ventenne. Intanto spogliarsi di fronte ad una ragazzina era stato non solo imbarazzante, ma di più, ma poi quando, dopo averla afferrata da dietro e inculata, Filippo l’aveva spinta a leccare la fighetta morbida, morbida della ragazza, ecco, lì, quella volta lì, lei tornando a casa per cena si era detto che basta, aveva esagerato.
Quella notte fu molto agitata. Prendere sonno difficile, Tenerlo ancora di più. Nel sonno si vedeva a prendere parte ad orge incredibili e si sentiva una donna perduta.
Il problema, ragionò il mattino seguente in ufficio (ragionò? Sì, insomma, sentì, diciamo meglio) è che si rivedeva davanti quel sesso femminile così odoroso e profumato, delicato, morbido, tenero e che le si era aperto e gonfiato sotto i suoi baci e che quel ricordo la imbarazzava e allo stesso tempo la eccitava.
Quando Filippo quel giorno la chiamò e le ordinò di ripresentarsi ad una certa ora nel solito posto, lei, lei si rifiutò.
Dopo neanche dieci minuti, però, fu lei a richiamarlo e dirgli che quel giorno no, non poteva, ma l’indomani andava bene, se a lui andava bene.
Quello accettò e lei timidamente gli chiese: “ci sarà ancora la tua amica?”
“No. Ce ne sarà un’altra. Anna. Giulia domani non può.”
Le girò la testa e dovette appoggiarsi pesantemente allo schienale della poltrona dove era seduta.
Un’altra? Era perduta. Se ne rendeva conto, ma non vedeva l’ora.
Quel pomeriggio uscì presto dall’ufficio e andò a comprarsi una lingerie nuova. Sul fisico con le ragazzine non poteva competere, ma con rasi, pizzi e sete poteva cercare di portare la partita in pareggio.
Il giorno seguente Filippo fu implacabile e dopo essersi fatto fare un pompino ed averla inondata di sperma sul viso, poi la inculò senza riguardi, brutale, e lei, dopo aver urlato dal dolore, lei, affondando il viso tra le cosce rotonde di Anna, fu portata in paradiso più e più volte. Che le importava che Filippo le desse della troiona. Quell’estasi valeva qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa per sentirsi così viva e desiderata e per dare quel piacere profondo che il tremore di Anna e i suoi grugniti rendevano così palesi. Qualsiasi cosa per poter mangiare e leccare la figa e quel mostruoso palo di carne che Filippo teneva tra le gambe e che la (le) innondava di sperma come fosse una fontana impazzita.
Era la sua schiava.
D’altronde certe cose se le poteva permettere perché non avevano avuto figli. Era andata così, perché non approfittarne.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Una scoperta tardiva:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
